16 DICEMBRE: CORTEO STUDENTESCO – Blocchiamo il consiglio regionale!

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“Che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
– Rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
– Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che gli esami siano burlette.
– Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico!”
[P. Calamandrei, 1950]
 

Partendo da questa agghiacciante profezia di uno dei padri della nostra Costituzione, vogliamo analizzare la situazione dei finanziamenti regionali lombardi all’istruzione e lanciare una mobilitazione regionale in difesa della scuola pubblica per Lunedì 16 Dicembre.

Il governo regionale è da poco cambiato, ma non sembra esser cambiato l’indirizzo politico in tema di pubblica istruzione. Il fu governatore Formigoni, durante i suoi anni di governo, caratterizzati da tangenti, accordi mafiosi e privilegi, fece una lotta personale affinché le scuole paritarie ottenessero forti finanziamenti da parte della “res publica”: fondi dei quali anziché le scuole, avrebbero beneficiato le famiglie che decidevano di iscrivere i propri figli in scuole private anziché in istituti pubblici. Loro l’hanno sempre chiamata “dote di sostengo alla libera scelta”, noi lo chiamiamo vergognoso tentativo di smantellare la scuola pubblica e ignobile intrallazzo mafioso con Comunione&fatturazione… Pardon, Liberazione, proprietaria di almeno 150 istituti privati in Lombardia. Accanto a quello che comunemente viene definito “buono scuola”, valido solo per le private, troviamo anche un piano di finanziamenti per le scuole pubbliche, chiamato “dote per il sostegno al reddito”.

Ma veniamo all’oggi: il nuovo governatore leghista Maroni, con la sua giunta di centrodestra, riesce a spingersi dove nessuno aveva mai osato prima, suscitando sentimenti di stupore ed indignazione. Rispetto all’anno scorso, il finanziamento del “buono scuola”, sussidio riservato alle famiglie degli alunni delle scuole private, rimane praticamente invariato, passando da 33 milioni di euro a 30, mentre gli stanziamenti destinati alle famiglie delle scuole pubbliche vengono letteralmente massacrati, passando da 23,5 milioni a 5, al fianco di quelli per il “merito”, che passano da 5 milioni a 0. Riteniamo che già questi dati sarebbero più che sufficienti per parlare di “attentato alla scuola pubblica”.

Ma c’è dell’altro: le condizioni per ottenere il buono sono stabilite in modo da avvantaggiare le famiglie che iscrivono i figli alle scuole private. Infatti, la famiglia che iscrive un figlio a una scuola statale per usufruire del buono deve avere un ISEE inferiore o uguale a euro 15.458 e può ottenere un contributo massimo di 140 euro. La famiglia che iscrive un figlio a una scuola privata deve avere un indicatore reddituale inferiore o uguale a 30.000 euro e può ottenere un contributo fino a un massimo di 1.450 euro. Da notare che l’Indicatore reddituale richiesto per chi iscrive il figlio a una scuola privata, calcolato secondo un meccanismo inventato ad hoc, «considera soltanto la composizione e il reddito del nucleo familiare, ma non il patrimonio mobiliare, né quello immobiliare». Il risultato è che oltre 4.000 beneficiari del buono scuola dichiarano al fisco un reddito tra 100.000 e 200.000 euro annui e che alcuni risultano residenti in zone prestigiose e costose, come a Milano in Galleria Vittorio Emanuele o via Manzoni.

Il mandare il proprio figlio alla scuola privata è un diritto, lo dice la Costituzione, ma è un diritto il farselo pagare? È un diritto che un individuo, se vuole, può esercitare, ma come minimo a proprie spese! Ricordiamo cosa prescrive la stessa costituzione all’art. 33: “enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI PER LO STATO”.

NOI, Rete Studenti Milano e CASC Lambrate, riteniamo inaccettabile tale smantellamento sistematico. Crediamo che la scuola pubblica debba ricoprire una funzione vitale e centrale in ogni stato, e non possa in alcun modo essere sostituita da scuole private o paritarie. Individuiamo in Maroni e nella sua giunta, in particolare In Valentina Aprea, i diretti responsabili politici di questa mattanza sociale.


“Fate in ogni momento ciò che in ogni momento è necessario fare”, ripeteva il rivoluzionario Josè Martì :ebbene, il 16 Dicembre è necessario SALVARE la scuola PUBBLICA, il 16 Dicembre è necessario BLOCCARE IL CONSIGLIO REGIONALE!


Invitiamo tutto il mondo della formazione,dai professori agli educatori dal personale ATA ai genitori a scendere in piazza con noi, perchè la scuola pubblica è bene comune, è cosa di tutti, e a tutti spetta il compito di proteggerla!

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